Dis-abilità intellettive e uso delle tecnologie: riflessioni dall’analisi di interazioni comunicative in contesti di tipo professionale. Intellectual dis-abilities and the use of technology: reflections from the analysis of communicative interactions in professional contexts.

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Abstract

Questo contributo si focalizza sul tema delle competenze interazionali in popolazioni adulte con disabilità intellettive, in particolare in individui con sindrome di Down (SD). L’analisi linguistica dei disturbi del linguaggio che caratterizzano questa patologia (per una panoramica in italiano, si veda, e.g., Sorianello, 2012), e che generalmente si focalizza sulle difficoltà di apprendimento linguistico in età evolutiva (Zampini e D’Odorico, 2012), può beneficiare dello studio di situazioni di interazioni comunicative per individuare e definire le competenze pragmatiche e comunicative dei soggetti presi in esame, nonché le risorse interazionali (ad esempio, artefatti e tecnologie) a disposizione per interagire in determinati contesti di interazione. Il nostro studio si focalizza in particolare su interazioni di tipo professionale che hanno luogo nell’ambito di programmi di inserimento lavorativo e percorsi scuola-lavoro per l’inclusione di persone con SD e sull’uso che queste fanno di tecnologie e strumenti di assistenza a sostegno delle proprie attività lavorative.
L'uso di tecnologie come computer, tablet o smartphone, o la navigazione nelle app, sembrano essere attività ordinarie al giorno d'oggi, sia in ambito privato che professionale. Studi di analisi della conversazione esplorano come queste tecnologie vengono utilizzate e apprese dai bambini (Aarsand, Melander Bowden, 2019), in contesti scolastici (Musk et al., 2019) e dagli adulti, come gli anziani (Weilenmann, 2010) o le persone affette da demenza (Ingebrand et al., 2022). Gli strumenti e le azioni digitali consistono infatti di piccole azioni che devono essere apprese e coordinate tra loro (Oloff, Råman, 2024). Nei nostri dati, l'uso delle tecnologie da parte di adulti con SD è generalmente monitorato/supervisionato da educatori o colleghi, che forniscono istruzioni su come utilizzare i dispositivi e offrono assistenza quando emergono difficoltà, dimostrando così un'aspettativa implicita circa le ridotte capacità degli utenti nell'uso della tecnologia. Studi esistenti in ambito pedagogico sostengono infatti che l'uso di un computer e di dispositivi correlati possa essere complesso per adulti con SD, poiché anche l'uso di un mouse può richiedere spiccate abilità spaziali, cognitive e motorie (Feng et al., 2008). Le azioni digitali sono generalmente azioni manuali (Weilemann, 2010) e la dimensione tattile è fondamentale per eseguirle (Raman, 2022).
Il presente studio esamina i metodi utilizzati per monitorare, sostenere e istruire le persone con SD nell'uso dei dispositivi digitali, nonché le competenze comunicative esibite dalle stesse per affrontare problemi pratici che emergono nel corso dell’interazione o per richiedere forme di aiuto e assistenza. Le correzioni e le istruzioni da parte di educatori e colleghi sono fornite all’inizio di un’attività (e.g., une riunione online) la cui attivazione richiede diversi passaggi oppure durante le attività in corso, quando emergono problemi pratici con i dispositivi utilizzati (per le istruzioni, e.g. Lindwall e Lymer, 2023). Le richieste di aiuto da parte di adulti con SD non sono sempre verbalizzate, ma esibite attraverso forme di condotta corporea (espressione dello sguardo, gesti di esitazione) la cui intelligibilità, per gli interlocutori, è favorita anche dalla temporalità delle attività digitali manuali, la cui realizzazione procede, passo dopo passo, in modo visibile per tutti i partecipanti. Gli educatori/colleghi monitorano la persona con SD e le forniscono istruzioni attraverso forme direttive verbali e multimodali (ad esempio, gesti di puntamento) che sono sensibili alla temporalità della tecnologia e alla progressività del compito, ma che mostrano anche una preferenza per lasciare che la persona con SD si autocorregga, calibrando così forme di assistenza con spazi di autonomia (Antaki et al., 2008; Fasulo, 2021).
Attraverso analisi multimodali dettagliate, il nostro studio indaga il complesso intreccio di comunicazione e uso di strumenti digitali nelle attività lavorative e riflette in maniera più ampia alla negoziazione delle competenze e delle forme di agency nelle interazioni atipiche (Antaki e Wilkinson, 2012). In modo più generale, lo studio contribuisce all’analisi delle abilità linguistiche e comunicative, nonché delle competenze pragmatiche e interazionali di adulti con SD, ampliando così il panorama degli studi esistenti attraverso l’analisi di interazioni comunicative in contesti di tipo professionale.
Lo studio si inserisce nell’ambito di un progetto europeo Horizon (https://www.newworktech.eu) che indaga il modo in cui le tecnologie e varie forme di assistenza vengono utilizzate, nei luoghi di lavoro, da persone con diversi tipi di dis-abilità. La raccolta dati è attualmente in corso in Italia e in Danimarca e prevede la creazione di un ampio corpus di registrazioni video che vengono trascritte nelle loro componenti verbali e multimodali (Jefferson, 2014; Mondada, 2018) e analizzate con gli strumenti analitici dell’analisi della conversazione.


BIBLIOGRAFIA

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OriginalsprogItaliensk
Publikationsdato12 feb. 2026
StatusUdgivet - 12 feb. 2026
Begivenhed26th INTERNATIONAL CONGRESS of AItLA (ITALIAN ASSOCIATION OF APPLIED LINGUISTICS): L’interazione comunicativa: relazioni, pratiche, strumenti - University of Bologna , Forlì , Italien
Varighed: 12 feb. 202613 feb. 2026

Konference

Konference26th INTERNATIONAL CONGRESS of AItLA (ITALIAN ASSOCIATION OF APPLIED LINGUISTICS)
LokationUniversity of Bologna
Land/OmrådeItalien
ByForlì
Periode12/02/202613/02/2026

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